E’ stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute a seguito dell’intesa con i sindacati e Confindustria.

Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio.

Tra di esse, si segnalano gli aspetti legati al trattamento dei dati personali.

E’ stata infatti confermata la possibilità di poter rilevare la temperatura corporea agli ingressi in azienda in quanto legittimata da idonea base giuridica per l’adempimento di un obbligo di legge (i.e. protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020).

Ciò a condizione che il trattamento del dato relativo alla febbre oltre 37,5 sia stato supportato da idonea informativa (anche con modalità semplificata o fornita oralmente) ed il dato non conservato (tranne ove finalizzato a documentare l’impedimento dell’accesso in azienda).

Necessaria l’adozione di adeguate misure di sicurezza, tecniche ed organizzative nonché l’individuazione dei soggetti preposti al trattamento dei dati personali a cui fornire idonee istruzioni.

A tal fine, si segnala che i dati personali:

  • possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19;
  • non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative (es. in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti” di un lavoratore risultato positivo al Covid-19);

In caso di isolamento momentaneo del lavoratore dovuto al superamento della soglia di temperatura, l’azienda dovrà assicurare modalità tali da garantire la riservatezza e la dignità del lavoratore.

Inoltre, ove si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al Covid-19, sarà necessario rispettare la normativa vigente sul trattamento dei dati personali, poiché l’acquisizione della dichiarazione costituisce un trattamento di dati personali.

A tal fine, si raccomanda di raccogliere solo i dati personali necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da Covid-19.

A titolo esemplificativo:

  • se si richiede una dichiarazione sui contatti con persone risultate positive al Covid-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva;
  • se si richiede una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, è necessario astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi.