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Fonti & Tematiche

Dati personali come corrispettivo per servizi digitali

30 Novembre 2021

Lo scorso 26 novembre 2021, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2019/770 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali (D.lgs. 173/2021, di seguito, per brevità, il “Decreto”).

Il Decreto ha introdotto nuove disposizioni nel Codice del Consumo (i.e. Dlgs. n. 206 del 2005). In particolare, dopo il capo I del titolo III della parte IV del Codice del Consumo, il Decreto ha aggiunto il capo I-bis dedicato ai "contratti di fornitura di contenuto digitale e di servizi digitali" composto dagli artt. dal 135-octies all’art. 135-vicies ter.

In termini generali, il capo 1-bis del Decreto in commento disciplina taluni aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale o di servizi digitali conclusi tra consumatore e professionista, fra i quali si segnalano: (i) la conformità del contenuto digitale o del servizio digitale al contratto, (ii) i rimedi per i difetti di conformità del contenuto digitale o del servizio digitale o di mancata fornitura degli stessi, (iii) le modalità di esercizio di tali rimedi, nonché (iv) la modifica del contenuto digitale o del servizio digitale.

Tuttavia, la novità principale del provvedimento è introdotta dall'art. 135-octies, comma 4 del Decreto, ai sensi del quale i dati personali diventano moneta e possono essere usati, nel rispetto delle condizioni e dei limiti stabiliti dal medesimo articolo, per comprare contenuti e servizi digitali.

Per effetto del menzionato decreto e a partire dal 1° gennaio 2022, viene quindi contemplata nel nostro ordinamento la possibilità di utilizzare i dati quali corrispettivo.

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