Coronavirus: Garante Privacy, no a iniziative “fai da te” nella raccolta dei dati di soggetti pubblici e privati

2020-03-06T11:22:08+01:0002 Mar 2020|Categorie: In evidenza|Tag: , , |

A seguito dell’emergenza “Coronavirus”, l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali (“Garante Privacy”) ha ricevuto numerosi quesiti da parte di soggetti, sia pubblici che privati, in merito alla possibilità di raccogliere, all’atto della registrazione di visitatori e utenti, informazioni circa la presenza di sintomi da Coronavirus e notizie sugli ultimi spostamenti, come misura di prevenzione dal contagio. I datori di lavoro hanno altresì richiesto di poter raccogliere un’autodichiarazione dei dipendenti, nella quale affermano di non avere sintomi influenzali. In particolare, il Garante Privacy segnala che la normativa d’urgenza, adottata nelle ultime settimane, prevede che chiunque negli ultimi 14 giorni abbia soggiornato nelle zone a rischio epidemiologico, nonché nei comuni individuati dalle più recenti disposizioni normative, sia tenuto a comunicarlo, anche per il tramite del medico di base, alla azienda sanitaria territoriale, la quale provvederà agli accertamenti previsti come, ad esempio, l’isolamento fiduciario. Pertanto, il Garante Privacy precisa che i datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa. Tale raccolta, infatti, risulterebbe sistematica e generalizzata e permetterebbe al datore di lavoro di effettuare indagini non consentite. La finalità di [...]