Trasferimenti dei dati personali verso gli Stati Uniti: la sentenza Schrems II

2020-09-14T19:38:33+02:0020 Ago 2020|Categorie: Articolo|Tag: , , , , , , |

La Corte di Giustizia dell’Unione europea (“CGUE”), con la sentenza del 16 luglio 2020, ha invalidato la decisione 2016/1250 della Commissione UE, la quale considerava “adeguato” il livello di protezione assicurato dal Privacy Shield, meccanismo utilizzato dalle aziende statunitensi e volto a certificare il rispetto di specifici standard nel trattamento dei dati ricevuti dall’Unione europea (“UE”). A seguito di tale pronuncia, quindi, il trasferimento di dati personali dall’UE verso gli Stati Uniti (“USA”) per fini commerciali non può più verificarsi sulla base del Privacy Shield. Le motivazioni poste alla base di detta sentenza sono individuate (i) nell’esistenza di programmi di sorveglianza di massa che consentono al Governo americano di utilizzare i dati personali per scopi di sicurezza e difesa nazionale senza che venga rispettato il principio di proporzionalità e (ii) nell’assenza di un effettivo strumento di tutela per gli interessati. Al contempo, la CGUE ha ritenuto valida la decisione 2010/87 della Commissione UE, la quale legittima il trasferimento dei dati personali di cittadini europei verso gli USA sulla base di clausole contrattuali tipo (cd. Standard Contractual Clauses). La vicenda Schrems La vicenda Schrems trae origine dalle rilevazioni di Edward Snowden – ex collaboratore della National Security Agency (NSA) – in [...]