Utilizzo di Internet da parte dei minori: combattere la dipendenza attraverso le limitazioni imposte dalle Autorità

30 Agosto 2023

Lo scorso 2 agosto, la Cyberspace Administration of China (“CAC”) ha pubblicato la bozza in consultazione pubblica delle "Linee guida per l'istituzione di schemi di Internet mobile per i minorenni" (in cinese: 移动互联网未成年人模式建设指南, le “Linee Guida”). Questo documento propone un sistema di classificazione basato sull’età per i servizi e i tempi di utilizzo dei dispositivi mobili, insieme ad altre rigide modalità di parental control da parte del governo cinese.

Obiettivo delle Linee Guida

L’obiettivo primario delle Linee Guida è rafforzare la protezione dei minori online. Nel corso degli anni, l’impegno del CAC e delle agenzie governative cinesi nel settore è cresciuto, mirando a creare un ambiente digitale sicuro e adatto ai giovani. L’attenzione si è concentrata sull'ampliamento della copertura, l’ottimizzazione delle funzionalità e l’arricchimento del contenuto online, tenendo conto dell’età degli utenti. Queste iniziative hanno mirato (e mirano) a ridurre la dipendenza da Internet tra i minori e a promuovere un utilizzo sano della rete.

La diffusione dell’utilizzo eccessivo di Internet tra i minori

Nel contesto di un aumento significativo dell’uso dei dispositivi, soprattutto tra i giovani e i bambini, si è verificata una crescente dipendenza dai social media. Per affrontare questa problematica e proteggere i minori online, le Linee Guida sono state redatte con l'obiettivo di creare un ambiente digitale sicuro e non dannoso per questa fascia d’età.

Contenuto delle Linee Guida

Le Linee Guida stabiliscono modalità specifiche di utilizzo di Internet attraverso dispositivi mobili come smartphone, tablet, smartwatch, smart speaker e visori VR/AR. Queste Linee Guida offrono anche direttive per la progettazione e lo sviluppo di app destinate ai minori, adattandole all’età degli utenti.

Le limitazioni d’uso per i minori, come specificate nelle Linee Guida, possono essere attivate tramite la modalità di utilizzo per minori, regolabile sui dispositivi stessi. La disattivazione di tale modalità di utilizzo per i minori richiede la verifica e il consenso dei genitori, attraverso meccanismi di autenticazione come password, impronte digitali o riconoscimento del volto.

Le Linee Guida, inoltre, impongono limiti di utilizzo giornaliero dei dispositivi per fasce d’età specifiche:

  • 40 minuti al giorno per i minori di 8 anni;
  • 1 ora al giorno per i minori di almeno 8 anni e meno di 16 anni;
  • 2 ore al giorno per i minori di almeno 16 anni e meno di 18 anni.

Indipendentemente dalla fascia di età, durante le ore notturne, dalle 22 di sera alle 6 del mattino, i dispositivi utilizzati dai minori non potranno fornire servizi.

I genitori possono escludere determinate app da queste limitazioni giornaliere. Le limitazioni saranno integrate nei dispositivi mobili, con funzionalità che chiudono automaticamente le applicazioni una volta superato il tempo consentito, ad eccezione di quelle escluse dai genitori.

Inoltre, quando la modalità per minori è attiva e il dispositivo viene utilizzato ininterrottamente per oltre 30 minuti, verrà inviata una notifica per suggerire una pausa.

Le app esentate dalle limitazioni possono includere servizi di emergenza, strumenti educativi e applicazioni approvate dai genitori. Le Linee Guida specificano anche i contenuti adatti all'età dei minori, ad esempio raccomandando canzoni per bambini e programmi di educazione precoce per i minori di 3 anni.

Ancora, le Linee Guida offrono indicazioni anche alle piattaforme che consentono il download di app, incoraggiando la creazione di sezioni dedicate ai minori dove le app inappropriate per determinate età non dovrebbero essere disponibili.

Le Linee Guida, in consultazione aperta a tutti i soggetti fino al 2 settembre 2023, sono disponibili qui, soltanto in lingua cinese.

Casi simili e proposte legislative nazionali

In tale contesto, è interessante analizzare come gli Stati europei stiano cercando di affrontare problemi simili. Di recente, l’Assemblea nazionale francese ha aumentato l'età minima per accedere ai social media senza il consenso dei genitori da 14 a 15 anni.

Anche in Italia, lo scorso 8 giugno, è stata presentata una proposta di legge simile che si ispira alla legislazione francese e mira a regolare l'accesso dei minori ai social network.

Il problema, infatti, è che seppur l’art. 2-quinquies del D.lgs. 196/2003 così come modificato dal D.lgs. 101/2018 (il “Codice Privacy”) stabilisca che soltanto i minori che hanno già compiuto 14 possono esprimere il proprio consenso al trattamento dei loro dati personali per l’accesso ai social, mentre i soggetti di età inferiore necessitano del consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale, non vi è nessun tipo di controllo.

Molto spesso, infatti, le piattaforme social non si adoperano per accertare effettivamente l’età del minore.

Secondo la proposta di legge del partito politico presentata lo scorso giugno, l’età minima per esprimere il consenso dovrebbe essere innalzata a 15 anni, dovrebbe essere vietato l’accesso ai social dei minori di 13 anni, mentre per gli utenti tra i 13 e i 15 anni dovrebbe essere permesso l’uso soltanto previo consenso dei genitori.

Oltre a questo, in un’ottica di effettivo rispetto della normativa, i proponenti hanno previsto che venga stabilito un processo di certificazione dell’età attraverso un meccanismo di verifica dell’anagrafica degli utenti sui social, nonché una sanzione nel caso in cui le piattaforme non rispettino le normative applicabili.

In particolare, la proposta prevede che il processo di certificazione dell’età degli utenti avvenga attraverso un meccanismo di terze parti, quale ad esempio la carta d’identità elettronica, lo SPID o un operatore privato – ma non venga affidato alle piattaforme social, al fine di evitare che queste ultime raccolgano un elevato numero di dati.

La questione cruciale è come bilanciare le limitazioni imposte dalle Autorità nazionali con la libertà individuale e la protezione dei dati personali.

Critiche e prospettive

Queste iniziative, sebbene mirino a proteggere i minori e promuovere un utilizzo più consapevole di Internet, sollevano alcune critiche. Alcuni temono che tali interventi possano limitare la libertà personale e favorire un eccesso di controllo da parte dello Stato e dei genitori. Tuttavia, è innegabile che limitazioni ben ponderate possano contribuire alla salute mentale e al benessere dei minori online, evitando l’esposizione a contenuti dannosi. Trovare il giusto equilibrio tra la protezione dei minori e la garanzia dei diritti e delle libertà individuali rimane una sfida cruciale in questo contesto in continua evoluzione.

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