L’adozione dell’IA impone un nuovo equilibrio tra innovazione e controllo: AI Act e responsabilità 231 convergono in un’unica strategia, dove governance, supervisione e tracciabilità diventano leve decisive per prevenire rischi e difendere l’ente. Per capire dove intervenire, serve uno sguardo al presente: l’IA domina l’agenda, ma l’adozione effettiva procede a velocità diverse. Infatti, l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese europee si colloca oggi in un quadro caratterizzato da una forte asimmetria tra la rapidità dell’innovazione tecnologica e la capacità delle organizzazioni di implementarla in modo maturo e controllato. A fronte di un interesse crescente verso sistemi generativi e agentici, permane una fase applicativa ancora embrionale, segnata da sperimentazioni eterogenee e da un aumento significativo dei rischi operativi, tecnici e giuridici. In questo contesto, l’esigenza di integrare governance, supervisione e tracciabilità diventa centrale, soprattutto alla luce della convergenza tra gli obblighi introdotti dall’AI Act e il sistema di responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs. 231/2001. La combinazione tra innovazione e controllo rappresenta oggi una condizione essenziale per prevenire derive applicative dell’IA, mitigare la responsabilità dell’ente e orientare l’impresa verso un modello di adozione dell’IA conforme, sostenibile e giuridicamente solido. Ma cosa comporta tutto ciò per le imprese? L’Avv. Carlo Impalà e l’Avv. Francesco Rubino ne hanno parlato su AgendaDigitale.


