Il Gigabit Infrastructure Act: sarà veramente una svolta per la connettività in Europa?

21 Marzo 2024

Nel panorama in cui l’infrastruttura digitale si afferma sempre più come pilastro fondamentale per l’economia globale, insieme ai servizi essenziali tradizionali come elettricità, gas, acqua e trasporti, emerge una questione cruciale: come può l'Europa colmare il deficit di investimenti (valutato a circa 65 miliardi di euro l'anno)[1] necessari per sviluppare reti digitali all’avanguardia? La connettività, essenziale per il progresso economico e sociale, richiede, infatti, un’accelerazione nell’adozione di servizi online avanzati e connessioni Internet ad alta velocità.

In risposta a questa sfida, la Commissione europea ha presentato una proposta di riforma della direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga, nota come “Broad Cost Reduction Directive” (“BCRD”)[2], con l'obiettivo di ridurre gli ostacoli che frenano lo sviluppo delle infrastrutture digitali. Questa iniziativa mira a superare le inefficienze procedurali, le difficoltà di coordinamento delle opere civili, le complessità amministrative e gli ostacoli nell’installazione di infrastrutture all’interno degli edifici.

Lo sforzo della Commissione si è tradotto nella proposta di regolamento “Gigabit Infrastructure Act (in breve “GIA”) presentata il 23 febbraio 2023. Il regolamento è volto ad introdurre misure finalizzate a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad altissima capacità, fisse e senza fili/mobili (VHCN, Very High Capacity Network o Gigabit), vale a dire i collegamenti di rete che permettono di trasferire dati a una velocità più elevata (1 Gigabit al secondo) in downstream, quindi, dalla rete Internet verso la LAN[3] o il sistema locale. Il GIA fa parte del cd. “pacchetto connettività[4] e, nelle intenzioni delle Istituzioni europee, una volta approvato, dovrebbe rappresentare una pietra miliare nella regolamentazione del settore delle telecomunicazioni in Europa.

Dopo un acceso dibattito sulla eliminazione o il mantenimento della nozione di silenzio assenso all’interno del regolamento, il Consiglio dell’UE e l’Europarlamento hanno finalmente raggiunto una quadra.

Le finalità perseguite dal GIA sono:

  • superare la sfida della lenta e costosa implementazione delle infrastrutture fisiche destinate ad ospitare elementi che sostengono le reti Gigabit avanzate senza diventare elementi attivi della rete stessa (ad es. tubature, piloni, cavidotti, pozzi di ispezione e pozzetti). Ciò potrebbe avvenire mediante la possibilità, per gli operatori, di richiedere agli enti pubblici che possiedono o controllano infrastrutture fisiche o agli altri operatori di rete, l’accesso a tali infrastrutture a condizioni eque e ragionevoli per poter installare gli elementi di reti ad altissima capacità o risorse correlate;
  • semplificare e rendere più rapida la procedura per il rilascio delle autorizzazioni necessarie per l’implementazione delle reti Gigabit, mediante la previsione del principio del silenzio-assenso, vale a dire l’ottenimento dell’autorizzazione in assenza di una risposta da parte dell’autorità competente entro un determinato periodo di tempo a seguito dell’invio della richiesta da parte dell’operatore;
  • migliorare il coordinamento dei lavori tra gli operatori di rete[5] per implementare le infrastrutture fisiche sottostanti, come condotti e tralicci, e garantire che i soggetti interessati ne ottengano l’accesso, mediante il diritto, in capo a ogni operatore di rete, di negoziare accordi sul coordinamento delle opere di genio civile[6] con gli altri operatori.

Dalla proposta della Commissione è possibile ricavare che l’obiettivo di assicurare una connettività a tutti i cittadini dell’UE verrà perseguito attraverso varie misure, tra le quali, principalmente:

  • l’obbligo, per tutti gli edifici presso la sede dell’utente finale di nuova costruzione o sottoposti a opere di ristrutturazione importante, di dotarsi di un’infrastruttura fisica interna all’edificio predisposta per la fibra[7] ai punti terminali di rete, così come di un cablaggio in fibra interno all’edificio[8], consentendo a tutti gli utenti di avere una connessione più veloce e aumentando il valore degli edifici nuovi o ristrutturati;
  • l’obbligo, per tutti i condomini di nuova costruzione o sottoposti ad una ristrutturazione importante, di dotarsi di un punto di accesso[9], riducendo per gli operatori di rete i costi individuali per l’accesso all’infrastruttura, nonché garantendo una maggiore scelta, da parte degli utenti finali, tra più operatori che offrono servizi in fibra;
  • in assenza di un’infrastruttura interna all’edificio predisposta per la fibra, il diritto, per i fornitori di reti pubbliche di comunicazione elettronica, di far terminare la propria rete nella sede dell’abbonato, a condizione di aver ottenuto l’accordo dell’abbonato e purché l’impatto sulla proprietà privata di terzi venga ridotta al minimo. In questo modo, gli utenti che si trovano in aree non coperte da infrastrutture in fibra ottica potranno comunque ottenere una connessione veloce.

Considerando i rapidi progressi compiuti nel contesto delle tecnologie digitali e dalla crescente necessità di diffusione di connettività derivante dallo sviluppo e dall’uso di tecnologie sempre più innovative, le previsioni del GIA predisposte sotto forma di regolamento e non più di direttiva e, in particolare, la previsione del principio del silenzio-assenso e la digitalizzazione degli sportelli unici per consentire il rispetto di tutti gli obblighi previsti dalla normativa, potrebbero ridurre i tempi e i costi richiesti per l’implementazione da parte degli operatori di telecomunicazioni di reti ad alta e altissima capacità, in parte causati dalle procedure di rilascio delle autorizzazioni prima dell’installazione delle reti.

Con gli sportelli unici, messi a disposizione per consentire l’esercizio online di tutti i diritti, gli operatori di rete saranno in grado di implementare rapidamente le reti attraverso procedure semplificate, digitalizzate e meno costose. La normativa potrebbe anche essere in grado di facilitare l’ingresso di nuovi operatori nel mercato delle telecomunicazioni, favorendo la concorrenza e l’innovazione.

Le misure potrebbero essere rilevanti nel mercato italiano, anche in considerazione delle risultanze emerse dal Digital Economy and Society Index, l’indice di digitalizzazione dell’economia e della società, pubblicato nel 2022 dalla Commissione europea. Secondo tale indice, infatti, seppur l’Italia si collochi al 7° posto tra gli Stati membri dell’UE in termini di connettività, la percentuale di famiglie italiane che hanno accesso alla rete fissa ad altissima capacità è pari al 44%. Tale percentuale risulta molto bassa se si considera la media dell’UE è pari al 70%.

Il divario, peraltro, sembra aumentare nelle zone rurali. Come riportato nell’indice DESI di tutti gli Stati membri dell’UE, infatti, la copertura Internet ad alta velocità totale delle famiglie raggiunge quasi il 50%, mentre meno del 20% delle famiglie ubicate nelle zone rurali ha accesso alla rete fissa ad altissima capacità. In attesa del testo definitivo e della sua approvazione, sorge spontaneo chiedersi se tale regolamento potrà effettivamente aumentare la connettività in Europa. Resta da vedere se, a seguito di tali misure, la connettività in Italia e negli altri Stati membri dell’UE aumenterà effettivamente o se verranno riscontrati dei problemi applicativi.


[1] Comunicazione della Commissione europea del 2020 “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”.

[2] Direttiva 2014/61/UE (cd. “Broad Cost Reduction Directive” o “BCRD”), la quale, adottata in risposta alla necessità di attuare politiche capaci di abbattere i costi di installazione della banda larga, contiene misure sulla condizione delle infrastrutture, sul coordinamento delle opere di genio civile e sulla riduzione degli oneri amministrativi.

[3] Una rete LAN (Local Area Network) è una rete informatica estendibile anche a dispositivi periferici condivisi, che copre un’area limitata, come un'abitazione, una scuola, un'azienda o un complesso di edifici adiacenti. Una rete LAN può essere piccola o grande, da una rete domestica con un utente a una rete aziendale con migliaia di utenti e dispositivi.

[4] Il “pacchetto connettività” è un pacchetto di misure presentato dalla Commissione europea che include anche:

  • una consultazione esplorativa sul futuro del settore della connettività e delle relative infrastrutture (iniziata il 23 febbraio 2023 e conclusa il 19 maggio 2023), volta a raccogliere opinioni sul modo in cui l’aumento della domanda di connettività e i progressi tecnologici potrebbero incidere sulle esigenze e sugli sviluppi futuri. I risultati della consultazione sono stati pubblicati il 10 ottobre 2023 e forniscono le prospettive dei fornitori di telecomunicazioni, delle emittenti, dei fornitori e delle piattaforme di servizi cloud, delle associazioni di imprese, delle organizzazioni dei consumatori, dei cittadini, delle organizzazioni non governative, delle autorità pubbliche, dei sindacati e del mondo accademico. La consultazione è emersa la necessità di infrastrutture di connettività affidabili e resilienti; e
  • un progetto di raccomandazione sulla connettività Gigabit, volta a fornire orientamenti alle autorità nazionali di regolamentazione sulla condizione di accesso alle reti di telecomunicazione degli operatori che detengono un significativo potere di mercato, per incentivare un più rapido abbandono delle tecnologie preesistenti e una diffusione accelerata delle reti Gigabit. La raccomandazione Gigabit è stata adottata nel febbraio 2023 e sostituisce la raccomandazione sull’accesso di nuova generazione del 2010 e la raccomandazione del 2013 sulla non discriminazione e sulla metodologia dei costi.

[5] Per operatori di rete si intendono le imprese che forniscono o sono autorizzate a fornire una rete pubblica di comunicazione elettronica, o una risorsa correlata (cfr. art. 2(29) della Direttiva (UE) 2018/1972 che istituisce il Codice europeo delle Comunicazioni Elettroniche), le imprese che forniscono un’infrastruttura fisica destinata alla prestazione di un servizio di produzione, trasporto o distribuzione di gas, elettricità (compresa l’illuminazione pubblica, riscaldamento, acqua (comprese le fognature e gli impianti di trattamento delle acque reflue, e sistemi di drenaggio), le imprese che forniscono un’infrastruttura fisica destinata alla prestazione di servizi di trasporto, compresi ferrovie, strade, porti e aeroporti.

[6] Le opere di genio civile sono il risultato di un insieme di lavori edilizi o di genio civile che di per sé esplicano una funzione economica o tecnica e comportano uno o più elementi di un’infrastruttura fisica (art. 2(3) della proposta di GIA).

[7] Per infrastruttura fisica interna all’edificio predisposta per la fibra si intende l’infrastruttura fisica presente all’interno dell’edificio e destinata a ospitare elementi in fibra ottica (art. 2(8) della proposta di GIA).

[8] Per cablaggio in fibra interno all’edificio si intendono i cavi di fibre ottiche presenti nella sede dell’utente finale, compresi gli elementi oggetto di comproprietà, destinati a fornire servizi di comunicazione elettronica, che collegano il punto di accesso dell’edificio con il punto terminale di rete (art. 2(7) della proposta di GIA).

[9] Il punto di accesso è un punto fisico situato all’interno o all’esterno dell’edificio e accessibile a una o più imprese che forniscono o sono autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione elettronica, che consente la connessione con l’infrastruttura fisica interna all’edificio predisposta per la fibra (art. 2(11) della proposta di GIA).

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