Titolarità di un brevetto creato dall’intelligenza artificiale: il caso DABUS

Lo scorso 30 luglio 2021, la Corte federale australiana ha riconosciuto che un’intelligenza artificiale può essere riconosciuta come inventore di un’invenzione. Nel 2018, il team a capo di The Artificial Inventor Project aveva depositato presso molti uffici brevetti (tra cui l’EPO, quello inglese, quello americano, quello australiano e quello sudafricano) due domande di brevetto relative ad altrettanti trovati generati da un sistema di I.A. denominato DABUS, ideato dal dottor Thaler, presidente di Imagination Engines, Inc. La battaglia legale portata avanti dall’imprenditore americano è volta a far sì che anche l’intelligenza artificiale possa essere designata come inventore in una domanda di brevetto, quando, come sappiamo, le norme vigenti prevedono invece che solo una persona fisica possa essere designata tale. Al momento, le domande di brevetto depositate da Thaler che designano proprio DABUS come inventore sono state respinte negli Stati Uniti, nel R.U. e all’EPO, ma la Corte Federale Australiana ha invece affermato che un sistema di I.A. può essere designato come inventore di un brevetto, anche se non come titolare del brevetto stesso. Ciò al fine di incentivare l’innovazione, ratio della legge brevetti australiana (così come di tutte le leggi brevetti).

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